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Voglio vederti

Voglio vederti nel respiro dei fiori all’alba,
quello che si mescola all’alito della terra.
Voglio vederti viva come il fiore non reciso,
quello che vive della terra.
Voglio vivere senza violenza,
amare con dolcezza.
Voglio che mai questa rosa sia recisa,
se poi morirà.
Voglio vederti o fiore,
che poco resta da vivere.
Voglio vedere Te.
Datemi un fiore da donare.
Datemi il fiore immortale,
con le sue fresche lacrime di rugiada, per Lei.
Datemi il fiore immortale,
con l’illusione d’eternità per me.
Datemi un fiore
che il tempo passa e così breve è la vita. 

 

Vita

Acqua passata più non ci appartieni.
Vortici di spezzate onde contro ad una chiglia.
Bianca scia che segui la mia nave.
Lungo velo che ti svolgi in mille perle inesistenti.
Bolle di schiuma che ribollono cantando,
là dove la vita ridiventa mare.

 

Desiderio di Lei

Desiderio di andare.
Di seguir sentieri umidi di piogge recenti.
Di sentire la sua mano nel mio palmo
e non fermarsi mai.
Perché non venga il desiderio di lasciarsi,
con la certezza di esser giunti.

 

Luna

Luna, pinna di Megattera Albina
che solchi l’abisso di brunito sargasso.
Mentre Tu danzi nello spazio spento
e nei boschi bui, gli acquosi specchi delle civette
ti riflettono sulle  foglie del lauro,
i giovani seni della mia donna ti hanno sfidata.

 

Teresita

Teresita selvaggia.
Mi sono rimaste negli occhi l’aurore brune dei tuoi seni
e le torri erette dei tuoi capezzoli,
ricordo di terre promesse e di fauni pastori.
Teresita selvaggia.
Mi è rimasta scolpita nelle mani la dolce curva dei tuoi lombi,
ricordo di puberali malizie, di desiderio e rifiuto.
Piacere di Te, Teresita selvaggia,
Bisogno di ritornare spossato alla calda placenta del ricordo.

 

Stupito e pago

Ho visto la neve del Tuo corpo.
Ho visto il biondo del Tuo fiore.
Ho visto l’azzurro del tuo sguardo.
Stupito e pago.
E la neve s’è colorata in rosa.

 

Rincorrersi

Tutto il giorno ci siamo rincorsi Io e il Tuo uomo.
Tesi come il vento tra i fili del telefono.
Tutto il giorno ci siamo rincorsi,
come il sangue, l’ossido dell’aria.
Tutto il giorno Ti abbiamo inseguita,
come la vita insegue la morte.
Tutto il giorno, ma la tua voce era muta,
assente per Lui, muta per Me.

 

Muti

Come si può cantare,
se negli occhi manca lo spazio, o luna.
Se il cuore è un limone spremuto sul mercurio.
Se l’orecchio non sa leggere
le note del piacere della vita.
Se la solitudine è liquida e opaca.
Se i pensieri annegati non possono
cavalcarti o luna di spazi spenti.
Se il Triangolo è spezzato
a che servono Perpendicolare e Livella.

 

Sogni

Fate inesistenti nate
nel bosco della fantasia.
Eteree Nike dei miei pensieri
Voi che chiedete conto
dei miei sogni irreali,
ricordate che n’eppur Giove
può fuggir se stesso 

 

Vita

Per campi di luna,
pensieri miei,
cavalli pazzi galoppanti al vento.
Mentr’io vado come va il fiume,
Foggiando l’onda alla riviera
E la riviera all’onda. 

Giuseppe Sebastiano Devoti, Via Caravaggio N°8, 64020 Canzano (TE) (Italia) tel.086158294
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